BATARE MARZO, quando l’anno iniziava il 1 Marzo

Fino al 153 a.C. il calendario aveva dodici mesi e l’anno iniziava proprio il 1° di Marzo, il ricordo di questo computo del tempo resta nei mesi di Settembre, Ottobre, Novembre, Dicembre, rispettivamente il settimo, ottavo, nono e decimo mese di quell’antico calendario.

Il Veneto è una regione che ancor oggi non ha dimenticato il suo legame con la terra, i riti e le tradizioni contadine. Uno di questi riti cade  proprio l’ultimo giorno di Febbraio e si chiama batare Marzo, o ciamare Marzo o ancora brusare Marzo e altro non è che il capodanno degli antichi e della Serenissima Repubblica Veneta.

L’inizio dell’anno nuovo, segnava  anche l’inizio della vita contadina e la ripresa del lavoro dei campi, ma la terra, secondo ancestrali credenze,  doveva  essere risvegliata dal letargo del gelido inverno; ed ecco il rito di batare Marzo, chiamare la primavera e svegliare la terra con canti e rumori forti.

Questa tradizione ha attraversato i secoli e ancora oggi viene ricordata in tutto il Veneto a partire da Asiago fin giù alla pianura, passando anche da Montecchio Maggiore.

L’ultima domenica di Febbraio, sotto l’egida della Pro Loco e con il patrocinio del Comune due cortei in abiti contadini partono alle ore 15.30 dalle contrade di Piazzetta Buonconsiglio e via Parri per incontrarsi davanti in piazza Marconi verso le 16:00. Il pomeriggio, che si tiene grazie all’impegno di vari  gruppi di appassionati, viene allietata da canti, musiche e piatti della tradizione: sopressa e pan biscotto, poenta e scopeton, pamojo, vinbrulè e cioccolata.

Un’occasione per far festa e stare insieme, perché “per sapere dove stiamo andando è bello conoscere dove affondano le nostre radici”.

locandina Batàre Marso 2018